A proposito del Rogo del Corano ipotizzato per domani 11 settembre

Se il Pastore Terry Jones si ostinasse a farlo, sarebbe un grave errore – Mentre si avvicina l’11 settembre, e si susseguono notizie altalenanti sull’intenzione del pastore Terry Jones di dare seguito al suo proposito di fare un falò di copie del Corano; prima si, poi no, poi anzi si, mi vengono in mente le parole dell’Apostolo Paolo: “Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è vantaggiosa, ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa edifica.”

Con queste parole l’Apostolo Paolo si rivolge ai Corinzi, nel cap. 10 versetto 23, per tracciare una netta linea di demarcazione tra la liceità di una determinata azione e l’opportunità di metterla in pratica.

Nessun v’è alcun dubbio sulla liceità da parte del Pastore Terry Jones di dare fuoco al Corano, ma siamo altresì certi sulla inopportunità di un simile gesto. Ma non tanto per le possibili ritorsioni da parte di estremisti islamici che minacciano attentanti in tutto il mondo, con inevitabile tributo di sangue innocente, ovviamente anche per questo, ma soprattutto perché noi, a differenza di queste persone, crediamo nei valori di libertà, di tolleranza e di rispetto verso gli altri, anche quando questi sono culturalmente lontani anni luce da noi.

Non mi convince neanche il solito discorso della reciprocità da molti invocato in altre circostanze, per cui, siccome loro lo fanno allora lo facciamo anche noi, siccome loro non danno ai cristiani libertà nei loro paesi, allora nemmeno noi la concediamo loro.

Ma noi facciamo le cose che facciamo non per convenienza, ma perché ci crediamo, perché crediamo in certi valori evangelici, indipendentemente da ciò che fanno gli altri. Ad esempio crediamo nell’invito di Gesù, riportate in Matteo 5:44: “Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano”.

Inoltre non possiamo nemmeno fare di tutta l’erba un fascio. Chi sono questi loro? Parliamo di estremisti islamici, e però poi compiamo gesti che offendono e mancano di rispetto a tutto il popolo islamico, che come noi ha il diritto di credere ciò che vuole. Sta poi a noi avere la capacità di vincerli a Cristo, e convincerli della superiorità di Cristo a Maometto.

Se desideriamo continuare a registrare migliaia e centinaia di migliaia di conversioni di islamici a Cristo in tutto il mondo, il modo migliore è mostrare loro l’amore di Cristo, non già mancare loro di rispetto.

Difficile comprendere le vere ragioni che hanno indotto questo pastore a concepire un’idea del genere, e a ignorare gli appelli da chiese, associazioni, capi di stato, di ogni parte del mondo, quel che è certo è che sarebbe un grave errore.

(Stefano Bogliolo, pastore evangelico in Roma e membro dell’esecutivo AEI)

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