Scandaloso! – Poliziotti pestano un evangelico, addirittura un pastore evangelico, solo perché di etnia Rom!!

giugno 23, 2008

Scandaloso! Da una notizia pubblicata in mass media attendibili, si veda www.evangelici.net/notizie/1214050701.html sembra sia stato pestato da pubblici ufficiali un pastore evangelico e soltanto perchè lui di etnia ROM ha reagito al pestaggio ingiustificato della figlia! Ma in che mondo viviamo?! Come al solito si fa di tutta un erba un fascio! Solo perché alcuni (parecchi in realtà) nomadi usano mendicare e rubare nelle nostre metropoli, e bisognerebbe impedire che possano continuare a farlo, ciò non implica che sia auspicabile né giustificato pestare tutti i Rom e Sinti in giro per l’Italia. Che assurdità! Come dice il profeta Geremia, “Il cuore dell’uomo è insanabilmente malvagio” e chi può, fa abuso di potere!
Lo stato intervenga e faccia luce su questa vicenda!!

ACCOGLIENZA O TOLLERANZA ZERO?

giugno 16, 2008

ACCOGLIENZA O TOLLERANZA ZERO?

Il giorno 15 maggio 2008 su REPUBBLICA.IT sono stati pubblicati due articoli che sono tipici di due atteggiamenti contrapposti fra loro, atteggiamenti presenti entrambi qui in Italia. Il primo visibile in http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-3/sondaggio-rom/sondaggio-rom.html veniva intitolato “I Rom peggio degli extra comunitari”. L’altro, presente all’indirizzo http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/benedettoxvi-21/migranti-itineranti/migranti-itineranti.html parlava del papa cattolico romano che invitava a favorire il ricongiungimento famigliare per i migranti. Se letti e analizzati con attenzione, possiamo vedere che tutti e due questi atteggiamenti hanno i loro pro e i loro contro. Dire che “i rom sono peggio degli extra comunitari” può, ad una prima lettura, oltre che costituire una grossa generalizzazione essere considerato anche razzista e pericoloso. D’altro canto, in prima analisi, favorire il ricongiungimento famigliare può essere considerato cosa positiva e lodevole ma, certamente, va fatto con criterio, per evitare la creazione di nuovi problemi di vario genere.
Coloro che mi conoscono sanno che io, come tanti altri evangelici conservatori, amo gli immigrati che desiderano impegnarsi lavorando e trovare un futuro in questa nazione.
In ogni caso, per approfondire la questione, bisognerebbe, per evitare ogni buonismo e faciloneria, trarre dei principi dalla Bibbia per sapere come agire in questa realtà complessa.
Se esaminiamo la Bibbia, in particolar modo il Levitico, troviamo che in essa Dio invitava ad amare e ad accogliere lo straniero. E anche nel Nuovo Testamento, si viene invitati ad accogliersi gli uni gli altri. D’altra parte, però, la Bibbia condanna anche la pigrizia ed il furto, insegnando, anche nel Nuovo Testamento, l’etica del lavoro. San Paolo esortava dei credenti in Tessalonica a lavorare con le proprie mani, affaticandosi, per non dipendere da alcuno. Quindi, la dipendenza a lungo termine da altri, quando si è perfettamente capaci di lavorare con le proprie mani, viene scoraggiata dalla Bibbia stessa.
In ultima analisi, possiamo dire che anche se concordiamo con il papa sul bisogno di amare coloro che sono diversi da noi ed il bisogno di valorizzare la famiglia, ciò non implica tollerare di continuo comportamenti illegali e nocivi per il resto della società umana. Amare i peccatori a livello individuale non significa tollerare le ingiustizie a livello governativo o societario. Dobbiamo pregare per il nostro governo e i nostri governanti (1 Timoteo 2) affinché emanino delle buone leggi, per il bene di tutti coloro che dimorano in Italia.

Andrea Diprose
(Consulente multi culturale e membro dell’Alleanza Evangelica Italiana)

MA DOVE SONO FINITI SAN FRANCESCO E CRISTO?

giugno 16, 2008

16 giugno 2008

Oggi, sul sito de IL CORRIERE.IT si legge in http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_15/papa_brindisi_messa_7998f796-3abe-11dd-b42b-00144f02aabc.shtml di come il papa, in Puglia, nella zona di Brindisi, abbia invocato la protezione di Maria sull’ITALIA. Ma come mai, mi domando, non si rivolge:
a) A San Francesco, che secondo la tradizione cattolico romana dovrebbe essere il patrono d’ITALIA
oppure
b) A Gesù il Cristo, presentato nella Bibbia come IL MEDIATORE fra Dio e gli uomini per eccellenza, colui del quale Maria, in Giovanni 2, del quale ella disse ad altri “Fate tutto quello che vi dirà”? Gesù di Nazaret, Egli vive per sempre, è l’unico essere umano che era morto ed è risorto dai morti. Non c’è nessun altro santo o profeta che possa competere con lui. Altri uomini e donne pii sono stati buoni esempi di fede ma ora sono morti, e le loro anime riposano alla presenza di Dio, in attesa della risurrezione dei giusti. Perché affidarsi a mezzi incerti quando possiamo avere delle certezze e vivere affidandoci ad esse?

Rinunciare alla grazia divina perché legati a qualche idolo?

giugno 12, 2008

Roma, 12 giugno 2008

 

Ieri sera tardi ho letto il secondo capitolo del libro del profeta Giona. Al versetto 9 si afferma “Quelli che onorano gli idoli vani allontanano da sé la grazia”. Una affermazione forte, che fa riflettere.

Legata a questa ci sono affermazioni come quelle contenute in Isaia capitolo 45 dal versetto 20 in poi dove si legge: 20 «Adunatevi, venite, accostatevi tutti assieme, voi che siete scampati dalle nazioni!
Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare.
21 Proclamatelo, fateli avvicinare, si consiglino pure assieme! Chi ha annunziato queste cose fin dai tempi antichi e le ha predette da lungo tempo? Non sono forse io, il SIGNORE? Fuori di me non c’è altro Dio, Dio giusto, e non c’è Salvatore fuori di me.
22 Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro.
23 Per me stesso io l’ho giurato; è uscita dalla mia bocca una parola di giustizia, e non sarà revocata:
Ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ogni lingua mi presterà giuramento.
24 “Solo nel SIGNORE”, si dirà di me, “è la giustizia e la forza”». A lui verranno, pieni di vergogna,
quanti si erano adirati contro di lui.
25 Nel SIGNORE sarà giustificata e si glorierà tutta la discendenza d’Israele.

E infine, 1 Timoteo 2:5 dove si afferma (versione CEI) Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù.

Cari cristiani di vario genere, vi sono mediatori alternativi nella vostra vita che vi portano a rinunciare alla grazia divina? Vi sono idoli, cose a cui non siete disposti a rinunciare, che vi impediscono di affidarvi completamente al RE DEI RE e a permettere a lui di mettere a nudo la vostra anima, di plasmarvi e di governare completamente la vostra vita, costi quello che costi? La Sua Parola domina la vostra vita quotidianamente o è secondaria?

 

Il mio credo di base

agosto 24, 2006

Il Messia, Gesù di Nazaret, colui che anche nel Corano è considerato il solo puro, colui la cui nascita viene chiamata “OBOROD” (Grande Giorno) nel Bangladesh musulmano, e ricordata anche lì in data 25 dicembre, ha fornito degli insegnamenti preziosi intorno al rapporto fra fede e opere.

 

 

 

Senza sminuire il fatto che la salvezza eterna è per grazia, mediante la fede, si veda il discorso di Gesù (Aissa) stesso al rabbino suo contemporaneo di nome Nicodemo, in Giovanni 3, dobbiamo ricordarci anche che in due capitoli dei Vangeli, Matteo capitolo 25 e Luca capitolo 16, è evidente un rapporto fra fede reale ed opere concrete. Infatti in quei capitoli si vede che la vera religione è operante. Chi crede soltanto, pur aderendo al cristianesimo, ma non manifesta la sua fede con le opere, è in grande pericolo.

 

Dopo la morte viene il giudizio! e non c’è scampo per chi non è a posto con Dio!!

 

 

 

Questo collima anche con l’insegnamento di San Paolo nella lettera agli Efesini capitolo 2, il quale insegna:

 

a) Che la salvezza è per grazia, mediante la fede, non è in virtù di opere (Efesini 2:9)

 

e 

 

b) Che la vera fede porta ad essere ricreati in Cristo Gesù per fare delle buone opere le quali Dio stesso ha preparato, per i suoi figli adottivi, da fare.

 

 

 

Cordiali saluti,

 

 

 

Andrew Diprose