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Priorità agli ebrei ma anche priorità al fare discepoli di rappresentanti di ogni gruppo etnico sulla terra

maggio 13, 2010

Priorità agli ebrei ma anche priorità al fare discepoli di rappresentanti di ogni gruppo etnico sulla terra.

Secondo il sottoscritto, bisogna continuare a dare priorità all’evangelizzazione degli ebrei (stiamo parlando di “ebrei” o “giudei” da un punto di vista etnico), questo sia basandosi su di una lettura semplice di Romani 1:16-17 sia prendendo in considerazione anche il futuro di Israele etnico di cui si parla nei capitoli 9 a 11 di Romani, capitoli in cui è palese che ci saranno tante conversioni negli ultimi tempi di membri dell’ Israele etnico. Tutto questo però senza trascurare il bisogno di fare discepoli, non proseliti o “convertiti”, fra tutte le etnie (“panta ta ethne” nel greco) della terra (Matteo 28:18-20). Dobbiamo infatti evitare due errori piuttosto gravi, due estremismi:
a) L’estremismo buonista che ritiene che gli ebrei, in quanto “popolo di Dio” potrebbero essere salvati senza riconoscersi peccatori e bisognosi di Yeshua, il Messia;
b) L’illusione che tutto il mondo sia stato già raggiunto con il Vangelo solo perché le etnie maggiori di questo pianeta sono state raggiunte con il Vangelo. Infatti, Apocalisse 5:9-10 fa riferimento all’Agnello [Gesù] che ha acquistato gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione. Vediamo in questi versetti un chiaro riferimento ad ogni gruppo etnico. Non ho motivi per prevedere che qualche gruppo etnico vada escluso.

Questi ragionamenti sono anche in linea con vari documenti prodotti di recente da evangelici che hanno scritto nel periodico, disponibile online, LAUSANNE WORLD PULSE. Si veda ad esempio lo scritto di Kai Kjaer-Hansen, pubblicato a marzo 2010, ed intitolato “Not Messiah to the Jews, Not Messiah at All: On Jewish Evangelism”.

Andrea Diprose

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